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La conservazione della biodiversità nelle aree Natura2000: le occasioni offerte dallo Sviluppo Rurale 2007-2013 e dallo strumento LIFE+


Nel 1992 la Convenzione di Rio de Janeiro sulla Diversità Biologica ha sancito a livello globale l’importanza del valore intrinseco degli elementi che compongono la biodiversità, ovvero quelli ecologici, genetici, sociali, economici, scientifici, educativi, culturali, ricreativi ed estetici.
La conservazione della biodiversità è indispensabile in quanto determina la capacità degli esseri viventi di adattarsi e resistere al cambiamento. Ad oggi circa 180 Nazioni - l’Unione europea nel 1993 e l’Italia nel 1994 - hanno ratificato questo accordo internazionale finalizzato al raggiungimento dell’obiettivo comune di preservare e migliorare l’uso sostenibile delle risorse.
Nel 2001, con il Consiglio Europeo di Göteborg, è stata approvata la Strategia dell’Unione Europea per lo sviluppo sostenibile, ove si richiede che sia garantita una maggiore coerenza fra le politiche comunitarie, facendo dello sviluppo sostenibile l’obiettivo centrale di tutti i settori e di tutte le politiche.
L’obiettivo principale della strategia adottata a Goteborg è quello di frenare le cosiddette tendenze “insostenibili” in quattro ambiti prioritari: cambiamenti climatici, risorse naturali (o biodiversità), trasporti e sanità pubblica. Per le risorse naturali viene identificato nel completamento della Rete Natura 2000 e nella sua gestione uno degli obiettivi prioritari dell’Unione.
Relativamente alla gestione delle risorse naturali la Strategia di Goteborg afferma che «la forte crescita economica deve andare di pari passo con un utilizzo delle risorse naturali e una produzione di rifiuti che siano sostenibili, salvaguardando la biodiversità, preservando gli ecosistemi ed evitando la desertificazione».
L’Italia ha recepito la Convenzione sulla Diversità Biologica con la legge n. 124 del 14 febbraio 1994, che richiede, a tutti i Paesi firmatari, di elaborare piani e programmi per la conservazione della biodiversità e per l’uso sostenibile delle risorse, ove per uso sostenibile si intende «l’uso delle componenti della diversità biologica secondo modalità e a un ritmo che non ne comportino una riduzione a lungo termine, salvaguardandone in tal modo la possibilità di soddisfare le esigenze e le aspirazioni delle generazioni presenti e future».
Una volta ratificata la Convenzione è stato predisposto dal Ministero dell’Ambiente del Territorio e del Mare il documento “Linee strategiche per l’attuazione della Convenzione di Rio de Janeiro e per la redazione del piano nazionale sulla Biodiversità”, approvato con delibera il 16 marzo 1994.




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