


Le problematiche connesse allo smaltimento dei sotto prodotti oleari rappresentano per la gran parte dei frantoiani un costo oltre che una costante forma di contenzioso con gli organi di vigilanza e di controllo ambientale.
Le difficoltà sono rappresentate da più fattori. Innanzitutto, i residui sono di diversa natura. Nella nostra trattazione porremo particolare attenzione alle acque di vegetazione e alla sansa, tralasciando gli scarti delle potature, che pure vengono talora utilizzati per la produzione di energia termica e/o elettrica.
In secondo luogo le pratiche utilizzate per l’olivicoltura e per la produzione di olio influenzano le possibilità di reimpiego e/o smaltimento dei residui.
Infine, un’ulteriore difficoltà è rappresentata dalla legislazione nazionale e regionale, particolarmente articolata. Nonostante la normativa abbia subito numerosi aggiornamenti, soprattutto per quanto riguarda lo smaltimento delle acque di vegetazione, la ricerca scientifica propone costantemente nuove tecnologie (per la produzione di energia, per il riutilizzo degli scarti, per la riduzione degli impatti ambientali) che non possono essere recepite all’interno del quadro normativo di riferimento con continuità e questo preclude alcune forme di finanziamento comunitario. Nel presente contributo, senza l’illusione di trattare in maniera esaustiva l’argomento, affronteremo gli aspetti e le soluzioni che maggiormente si adattano alle peculiarità del territorio in oggetto, tralasciando deliberatamente le altre questioni che sono di particolare interesse.
