


Giovani e impresa in agricoltura: gli strumenti finanziari per il subentro e la promozione del ricambio generazionale
L’agricoltura italiana risente di un forte fenomeno di senilizzazione: il 60% degli agricoltori italiani
ha un’età superiore ai 55 anni e oltre il 62% di questi supera i 65 anni, mentre gli operatori con meno di 40 anni1 rappresentano il 10% del totale conduttori agricoli.
L’età avanzata degli operatori agricoli è un fenomeno connesso allo sviluppo delle economie occidentali, decenni caratterizzati dallo sviluppo industriale e dall’esodo dalle campagne hanno impoverito il panorama demografico delle zone rurali allontanando soprattutto i più giovani.
Dalla metà degli anni ‘80 anche a livello nazionale e regionale si è sviluppata una particolare attenzione rispetto al problema della scarsa propensione dei giovani a diventare imprenditori agricoli. Diverse sono, oggi, le norme tese a favorire l’imprenditorialità giovanile anche in agricoltura, infatti a differenza dell’intervento comunitario, nato per far fronte a problemi di ordine socio - economico delle aree agricole, la normativa nazionale e regionale è volta soprattutto al sostegno dell’auto - imprenditorialità per contrastare la disoccupazione.
